
Non ride, non parla: Giorgia resta pazientemente seduta sul suo seggiolone in attesa che i nonni o la mamma - tutti dediti al neonato fratellino Federico - si occupino di lei. Occhioni scuri e capelli drittissimi impettinabili per quella piccolina sempre seria e composta, vestita di bianco come un angioletto. Giorgia è tranquilla, non corre per la sala come le altre, non urla, non parla, solo spalanca i suoi occhioni sulle persone e sulle cose che ha intorno. Ma quando c'è la musica tutto cambia: Giorgia balla e ride felice, nel suo bellissimo vestitino lilla che la fa sembrare una regina. Un sorriso infinito le illumina tutto il viso e i suoi occhioni brillano di una gioia particolare quando la mamma la fa volteggiare per il corridoio. Giorgia balla e non sembra più la stessa bambina. Giorgia balla e diventa bellissima.
Balla, Giorgia! Continua a ballare anche se non c'è la musica, anche se non ti guardano. Balla, Giorgia, perché quando balli sorridi così tanto che come te non c'è nessuna!
A Ferragsto, sulle spiagge non passa mai la moda di prendersi a secchiate d'acqua. Negli anni scorsi si era cercato di mettere delle regole a questo scherzo decisamente fastidioso per chi lo subisce e, dopo tanta fatica, si era arrivati a dei punti certi: 1) la guerra dei secchi era possibile solo sulla battigia e non nelle altre zone della spiaggia, 2) ci si prende a secchiate tra conoscenti più o meno di comune accordo a rendersi fradici a vicenda oppure con bande armate di secchiello provenienti dalle altre spiagge. Per tutti coloro che non desideravano finire coinvolti nella battaglia, l'unica cautela era quella di tenersi alla larga dai gruppi intenti a bagnarsi e dai bambini, ma più per evitare di prendersi qualche spruzzo sfuggito dal controllo che non per difendersi dalle secchiate vere e proprie. A bagnini e vigili il compito di controllare che tutto si svolgesse regolarmente. Quest'anno, a Marina di Pietrasanta, le cose non sono andate proprio così lisce: sulla battigia antistante ad una delle spiagge tra Tonfano e Fiumetto, un gruppo di deficienti (non bambini, né ragazzini, ma adulti, dai 25 ai 30 anni) aveva il divertimento di non bagnarsi tra loro, ma di prendere a secchiate (piuttosto violente) gli ignari passanti. Il tutto sotto gli occhi dei silenziosi bagnini. Di vigili, sempre solerti a inseguire gli extracomunitari che tentano di sopravvivere vendendo borse e ombrelli, neanche l'ombra. Che qualcosa non filasse per il verso giusto lo si intuiva da lontano: quello era l'unico tratto di spiaggia in cui nessuno passeggiava, mentre gli altri tratti della battigia erano pieni di gente che andava avanti e indietro. Personalmente, ero consapevole del fatto che tentare una passeggiata sulla battigia il giorno di Ferragosto era piuttosto rischioso, così ho lasciato tutto nella borsa sulla sdraio e giravo liberamente in costume, con i capelli pinzati sopra la testa, ma a me è andata bene: uno dei deficienti ha provato a tirarmi una secchiata, ma me ne sono accorta dal suo sguardo che tramava qualcosa e, come ho visto che mi seguiva, mi sono fermata a dirgliene di tutti i colori che alla fine ha desistito, perchè non c'è gusto a tirare il secchio d'acqua ad una che se lo aspetta. In quel momento avrei voluto esser una campionessa di arti marziali e assestare a quel deficiente un bel calcio nei coglioni fino a farglieli rientrare (scusate l'espressione). Qualcun altro non è stato così fortunato come me: un signore anzianotto, vestito con calzoncini e canotta, stava fotogrando con un apparecchio digitale (non saprei dire se il telefonino o la macchina fotografica) alcuni di quel gruppo di deficienti che si schizzavano tra loro e lo stesso cretino, che ha cercato prima di prendere a secchiate me, ha approfittato di quella distrazione dell'uomo per lavarlo da capo a piedi. Il poverino si è inferocito e ha inseguito il deficiente fin dentro l'acqua, protestando per la sua apparecchiatura digitale, anche un'altra signora anziana è intervenuta e anche lei si è presa per risposta una risata e una secchiata. In breve tempo mezza spiaggia era sulla battigia ad osservare quella lite dai toni sempre più pesanti, tanto che i bagnini (ben 4), fino ad allora rimasti silenziosi a guardare da dietro gli occhiali scuri, comodamente seduti sotto ai loro ombrelloni, hanno cominciato a guardarsi l'un altro e si sono alzati indecisi se usare o no il fischietto per richiamare all'ordine. Dei vigili, che la sera precedente erano in giro a gruppi di cinque a mettere le multe alle auto parcheggiate sul lungomare, neanche l'ombra... chissà, forse avevano paura di ricevere anche loro una bella secchiata d'acqua.
Mi dispiace, caro bagnino, capisco che tu non voglia rischiare di inimicarti sei deficienti e di finire lavato da capo a piedi, ma il tuo dovere è far rispettare le regole nella tua spiaggia e dato che non lo hai fatto, la mancia non te l'ho data. Il tuo dovere non è solo salvare le persone o cercare di tenerle fuori dall'acqua per evitare che ti tocchi poi di andarle a recuperare, il tuo dovere è anche di far rispettare delle regole e dei comportamenti in spiaggia e se non ci riesci chiama il proprietario dei bagni, chiama i vigili, chiama i carabinieri, chiama l'esercito dato che va tanto di moda, ma non è possibile che tu permetta a sei deficienti di inzuppare tutti gli ignari passanti e di rovinare anche i loro oggetti (fossero pure macchine fotografiche, telefonini, portafogli, orologi, occhiali da sole, vestiti). In quell'aggeggino tecnologico del signore anziano, oltre a costare parecchio, c'erano le sue fotografie delle vacanze e se si rompe nessuno gliele restituirà, tanto meno quei sei deficienti che nessuno si è preso la briga di identificare e di insegnare le regole della buona educazione.
Con le vacanze estive, per me, si chiude realmente l'anno che poi ricomincerà con il rientro. Come ogni fine anno è tempo di bilanci e questa volta non sono buoni: tante le cose da dimenticare, da lasciare sul fondo del mare e da non riportare a casa al ritorno. Che poi, questa volta, del ritorno ne farei volentieri a meno, anche perchè non vorrei ritrovare tutto quello che sto lasciando. Ho fatto il mio invio quotidiano di email, nella speranza che almeno una possa dare la svolta alla mia vita. Ho segnato i numeri di telefono utili per non passare delle altre vacanze penose che quando torni sei più stanca di prima e avresti bisogno di ripartire di nuovo. Ho scelto distrattamente lo smalto per le unghie, le canzoni da mettere nell'i-pod, i vestiti e tutte quelle cose stupide che riempiono la valigia ma che puntualmente non bastano mai quando si è arrivati in vacanza. Tutto è pronto per chiudere la porta su questo anno cominciato malissimo e proseguito peggio su tutti i fronti.
I frequentatori della rete mi perdoneranno per questo post completamente personale e inutile alla collettività: prometto un ritorno migliore almeno sul blog!
p.s.: Cenerentola vuole trasgredire l'ordine imposto e non intende rientrare nei tempi e nei modi stabiliti, in quanto non ci pensa neanche ad abbandonare la festa sul più bello e il tanto ambito Principe Azzurro.
Da sempre contro la società dei call-center: all'inizio si ride e dopo Auschwits!
Incazzata, profondamente incazzata contro la società attuale che non sa offrire altro che lavori di call center e di vendita. Un importante personaggio di Roma, un pomeriggio, mi disse che i giovani, oggi, hanno un sogno: diventare belli, ricchi e famosi. Per raggiungere ciò, secondo questa persona, i giovani di oggi pensano che si debbano perseguire poche strade: chi non ha cervello vuole diventare calciatore, velina o presenzialista televisivo (vale a dire non fare niente), ma chi ha studiato vuol fare il giornalista (spesso, pensando che fare il giornalista equivalga esclusivamente a stare in tv). Tutto questo vuoto culturale e sociale lo ha prodotto l'evoluzione della società, il progresso e la sciatteria del trash televisivo (che, anche se nessuno lo ammette, evidentemente molti guardano). Il problema è che tra ciò che uno vorrebbe fare e ciò che realmente si può fare, c'è un abisso. Quello che il mondo del lavoro offre, oggi, non è un contratto per fancazzisti-televisivi, è un contratto (di solito di breve scadenza, ma che può essere rinnovato) per operatori di call center o per agenti di vendita... Personalmente, ho sempre pensato che questi non siano lavori veri: non hai possibilità di fare carriera perché tutti sono uguali a tutti, non hai possibilità di acquisire competenze utili alla formazione professionale (devi solo saper parlare al telefono e, di solito, dire sempre le stesse cose), il lavoro che devi fare è sempre uguale, può diventare di più o di meno ma non c'è mai una variazione qualitativa delle mansioni, non si cresce, non metti in pratica ciò che hai faticosamente imparato in anni di studi (magari pure specialistici e costosi). Di solito tutto cò è legato al compenso: più "produci" (anche se di produzione non si tratta) e più guadagni; o meglio, se "non produci" non guadagni, ma se produci, che tu produca poco o tanto, guadagni la stessa cifra! E' un profondo regresso verso il vuoto.
"Io sono comunista perché i comunisti sono come i marziani, alcuni ritengono che i marziani sono una razza intelligente e superiore, proprio come i comunisti; altri che sono dei criminali assassini e che distruggeranno il mondo, proprio come i comunisti. Ma tutti sanno che i marziani non esistono, che sono una grande invenzione letteraria, i marziani sono come un grande racconto di fantascenza: come il comunismo".
Ascanio Celestini sei un grande!
Tre eventi da non perdere, quest'estate: Genius Loci, una manifestazione d’arte ambientale; Mediterraneo 2008, una mostra dedicata alle civiltà sviluppatesi lungo le coste del nostro mare; e O Scià, rassegna di musica a sfondo sociale organizzata da Claudio Baglioni. Leggete tutto nel mio nuovo articolo per il portale Yes Life: Alla scoperta del Mediterraneo, tra arte e territorio>>>
Per tutte le fanciulle, invece, Il futuro delle borse è ecologico>>>
Infine A Sarzana si discute dell’ecologia dell’uomo >>>
Milano, viale Stelvio angolo via Farini, di fronte alla fermata della filovia; tra i negozi ci sono un po' di cambiamenti: hanno aperto qualcosa di nuovo sopra ad un supermercato, al posto della grande profumeria sempre vuota che ha chiuso qualche mese fa. Fuori c'è una vetrina con un manichino in abbigliamento femminile, completo di borse e scarpe e l'insegna che invita a salire al primo piano con le scale mobili. Arrivati di sopra, si scopre la sorpresa: l'immensa profumeria di lusso è diventata un immenso bazar cinese, con dentro di tutto, dall'abbigliamento (intimo e non) alla profumeria, dalle scarpe alle borse, dai casalinghi agli articoli da regalo, dai giocattoli alla cartoleria. Tutto regolarmente cinese (eccetto qualche scarpa che porta il nome di una marca nota e resta il dubbio sulla provenienza) e di basso costo. A girare tra gli scaffali c'è gente di tutti i tipi e di tutte le età: la maggior parte compra oggetti per la casa o da regalo, pochi guardano trucchi e vestiti, segno che la diffidenza verso la qualità della merce è ancora molta, ma il risparmio è garantito e, di questi tempi, non è cosa da poco. Dubbi anche sul fatto che siano mai stati effettuati controlli su ciò che li viene venduto, dal momento che tra la merce tutta cinese figura anche una nota di marca di scarpe italiana a prezzo molto diverso da quello in cui si può trovare lo stesso tipo di scarpe nel negozio che le firma, ma ai compratori questo non importa: il modello piace, il costo è basso e se dovesse durare poco si può buttar via senza troppi rimpianti che la prossima stagione verrà sicuramente sostituito da un modello nuovo.
Contrariamente a tutte le tendenze giovanili, solitamente, bevo acqua naturale in ogni occasione: detesto gli alcolici perchè mi provocano bruciore alla gola e i cocktail strani che finiscono spesso per generare improvvise crisi di dissenteria; non ho mai amato particolarmente neanche le bibite, soprattutto quelle gasate con le bollicine che vanno di traverso e poi sempre troppo dolci che, anziché dissetare, mettono sete o troppo amare, da lasciare un sapore cattivo in bocca. Ma c'è qualcosa che a tutto questo fa eccezione: il Nestea al limone. E' stato amore alla prima bevuta (a 16 anni, da una lattina del distributore automatico della scuola) e, ogni volta che lo trovo dietro la portiera di qualche frigorifero nei supermercati, non so resistergli. Per il Nestea al limone impazzisco completamente, un sorso tira l'altro; un po' come succede quando comincio a mangiare il gelato mezzo squagliato dalla vaschetta: non riesco a smettere fino a che non è rimasto più nulla. Non c'è motivazione che riesca a farmi desistere dal continuare, non importa se lo zucchero contenuto nella bevanda rovina i denti o fa ingrassare, se dopo averlo bevuto mi viene più sete e nemmeno se poi sono al bagno ogni cinque minuti a far pipì: sono completamente dipendente dal Nestea e se so che è nei paraggi non posso esimermi dall'andarlo a bere. Ma bere il Nestea non è come bere acqua: è perdersi nel gusto del the freddo al limone, è stare con la mente sospesa in un'altra dimensione (più o meno come mangiare il gelato mezzo sciolto, altra cosa per cui vado in estasi), un po' come la mitica Ally Mc Beal mentre si sorseggia il caffé... E' normale tutto ciò?
Ingrid Betancourt è stata un simbolo importante di questi ultimi anni: l'ostaggio per antonomasia, la donna-eroina prigioniera per un ideale, per aver lottato contro il male del suo Paese, alla ricerca di una libertà fondata sulla pace e non sulle armi. In seguito alla sua liberazione, invocata da anni dalla gente comune e dalle più illustri personalità del Pianeta, mi aspettavo di vedere copertine e paginoni di giornali dedicati alla vicenda, e invece le prime pagine dei quotidiani e dei telegiornali italiani erano tutte per Berlusconi, le presunte intercettazioni che lo riguardano, la legge Alfano e quella blocca-processi. Il primo giorno dalla liberazione, la vicenda di Ingrid Betancourt era in seconda / terza pagina. E' vero che oggi, con la tecnologia, tra internet e televisioni satellitari "all news", le notizie arrivano in tempo reale e di leggerle il giorno successivo su un quotidiano interessa a pochi, ma questo non era un evento qualsiasi. A sentire i servizi di certi telegiornali e le domande idiote di certe giornaliste, poi, c'era da rabbrividire. A distanza di qualche giorno, della Betancourt non si parla già più: sparita dai giornali e dalle scene. Ma come? Nessuno ha voglia di scrivere come sta, come ha vissuto nella giungla, cosa ha pensato in tutti questi anni e cosa la aspetta ora? Abbiamo chiesto con ogni mezzo la sua liberazione e ora che l'abbiamo ottenuta, non ci interessiamo minimamente di questa donna che ha affrontato i guerriglieri colombiani? Interessa di più sapere se davvero Berlusconi se la faceva con la Carfagna o con la Brambilla o con entrambe, che non di Ingrid Betancourt? Non che il modo in cui il nostro Presidente del Consiglio possa aver spartito le cariche istituzionali alle donne e le parti nelle fiction alle attricette non sia rilevante, ma tra una vicenda di presunte raccomandazioni e la sorte di un ex ostaggio di importanza mondiale, forse la priorità andava a quest'ultima. Confesso che mi aspettavo meno provincialismo da parte dei nostri giornalisti nel trattare una storia come questa.
Ingrid Betancourt e altre 15 persone tenute in ostaggio dalle Farc sono state liberate con un blitz dalle forze armate colombiane. Lo ha annunciato il ministro della difesa colombiano Manuel Santos. Insieme alla franco-colombiana Betancourt, da piu' di sei anni ostaggio delle Forze armate rivoluzionarie della Colombia, sono stati liberati tre cittadini americani e undici soldati colombiani, ha aggiunto Santos. [Fonte ANSA].
Approfondimenti su Corriere.it>>> e Repubblica.it>>>
Finalmente Ingrid Betancourt è libera! Finisce un incubo durato sei anni e mezzo. Mi chiedo perché abbiano aspettato così tanto per liberarla... Forse qualcosa sta cambiando...
Chi ha voglia di leggermi in modo un po' diverso da quello che è il mio stile consueto, da oggi potrà farlo su Yes Life , il portale dedicato alla sostenibilità ambientale, sociale ed economica. Il mio primo articolo è dedicato ad un viaggio un po' speciale: A piedi da Milano a Roma sull'antica Via Francigena. Seguono gli appuntamenti per questa estate: Estate milanese: mix di culture, musica teatro e divertimento! e Torino e Milano si aprono al mondo.
Che Raffaele Genah mi piaceva, lo avevo detto in tempi non sospetti; certo ci avevo scherzato sopra, ma la stima e la simpatia di fondo erano e sono tutt'ora verissimi. Non posso che associarmi alla solidarietà che in tanti gli hanno espresso per una frase infelice che gli è stata rivolta in un articolo (ancora più infelice, a mio personalissimo parere, del resto ognuno ha i suoi gusti e le sue opinioni) apparso su Italia Oggi, scritto da Marco Castoro, il quale non è nuovo a critiche verso i giornalisti del Tg1, fin da quando scriveva per Il Tempo. Da ciò è nato un caso che sta tenendo banco sui giornali - anche se alla gente comune non importa un granché di queste litigate tra illustri - con scambi di accuse tra tutti, in particolare di antisemitismo per chi ha scritto l'articolo. La sensazione che il signor Castoro dovrebbe meditare di più sull'uso improprio che fa delle parole nei suoi articoli, comprese le conseguenze che tale uso comporta; il poeta irlandese Yeats si interrogava sul ruolo avuto dalle sue parole: "Le parole che dissi, imposero una prova troppo grande al vacillante spirito di lei? Le mie parole dette avrebbero potuto frenare quella furia che distrusse una casa?" (L'uomo e l'eco). Leggendo l'articolo si evince che l'obiettivo da colpire non era Raffaele Genah, ma Gianni Riotta, accusato di aver affidato i servizi relativi al Papa a persone non vicine al suo pensiero (in particolare Aldo Maria Valli, definito "molto vicino al Cardinal Martini" e Genah, appunto, non cattolico). Al posto delle polemiche in corso, sarebbe bastato che Italia Oggi si fosse scusata per aver utilizzato delle espressioni infelici e fuori luogo, smentendo l'antisemitismo, invece di accusare il direttore del Tg1 di altro. In tutto questo pollaio, l'unico vero signore è l'interessato: Raffaele Genah non ha detto una parola in merito. Del resto cosa c'è da dire? Certi articoli si commentano da soli... Un complimento, però, mi sento di farlo a Italia Oggi: gli articoli di Castoro vengono sempre corredati con delle belle fotografie... se non piacciono i testi, almeno si possono guardare le figure!
A Genah, che è un bravissimo giornalista, tutta la mia stima per la sua professionalità e la mia solidarietà per la vicenda.
Milano c'è, Milano è sveglia, Milano è viva. Questa città che sembrava essere ormai il luogo simbolo del potere consolidato del centro-destra politico, in cui da anni sembravano esistere solo imprenditori, arricchiti, e arroganti guidatori di suv, all'improvviso si è scoperta diversa. I giornali l'hanno definito il ritorno dei girotondini, ma era qualcosa di più. Questa sera davanti al Palazzo di Giustizia c'era tantissima gente di tutte le età e, per la prima volta dopo le elezioni catastrofiche, sono anche comparse le bandiere rosse (Rifondazione Comunista, Sinistra Democratica, Sinistra Giovanile). C'è una parte di cittadini che non è morta, che non si è rassegnata e che ancora ha voglia di mostrare il proprio dissenso verso le leggi-vergogna di Berlusconi (che non cambia mai i suoi obiettivi) e che non ha paura di mostrare anche le sue appartenenze politiche, comprese quelle che nel parlamento non hanno più rappresentanza. Tantissimi anche gli appartenenti all'Italia dei Valori e poi molti cartelli e striscioni portati da persone di tutte le età. Che emozione!
Due nomi su una targhetta fuori da una porta chiusa un po’ distante dalle altre, in un lungo corridoio bianco e un amico che mi spiega che lì non ci sei quasi mai, perché il lavoro di inviato si svolge fuori. Poi ancora il tuo nome sui miei libri di storia politica e la tua storia che si intreccia alle mie passioni e alle mie curiosità di scoprire un passato e delle idee che in qualche modo ci accomunano. Così, all’immediata simpatia che ispiravi si univa l’ammirazione per il tuo impegno ed era un sorriso ogni volta che si accennava di te da qualche parte o che apparivi al seguito di qualche presidente...
Articolo ospitato su L'Eco del Picconatore (scarica il pdf>>>) di Alessandro Errigo - 13 giugno 2008
Alessandro, grazie mille per lo spazio!
Finalmente ho visto la nuova fiera di Milano (o meglio Rho) realizzata da Fuksas: esterno bellissimo, grande, arioso, luminoso, dà veramente l'idea di essere in una grande opera di architettura contemporanea. Rilassanti e un po' zen, le fontane rettangolari di acqua che scorre che si incrociano lungo il viale centrale. Unico dubbio è su quelle che vengono chiamate "navicelle" (se ne intravede una nella foto qui sotto): a me sembrano degli scarafaggi giganti, con tanto di zampe infilate nelle fontane sottostanti...
Efficientissimi e numerosissimi gli uomini addetti alla sorveglianza, sparsi in ogni angolo della fiera e sempre pronti a fornire informazioni su dove dirigersi e come. Degli interni non ho notato nulla di particolare, i padiglioni mi sono sembrati addirittura più piccoli di quelli di Milano City (ma forse questo è stato causato dall'esposizione che si stava svolgendo in quel momento e dalla dislocazione degli stand e delle pareti mobili per restringere lo spazio rimasto vuoto).
C'è una Roma diversa da quella che ho conosciuto nei miei tanti viaggi. E' una Roma che non splende, che non ama, che non vive e non ti vuol far vivere. E' una Roma che si nutre di violenza e che dopo la vittoria del centrodestra al governo e l'elezione a sindaco di Alemanno ha trovato il coraggio di uscire allo scoperto e di mostrare il suo volto peggiore (sepolto da anni nelle gioie degli altri, nella bellezza della cultura, nella festa delle Notti Bianche). E' la Roma dei saluti romani in Campidoglio, dell'aggressione al conduttore radiofonico di una trasmissione omosessuale>>>, della devastazione dei negozi degli immigrati al quartiere Pigneto>>>, della rissa di oggi alla Sapienza>>>. I politici devono avere il coraggio di assumersi le responsabilità delle loro parole e delle loro azioni: certe espressioni uscite in merito alla realizzazione del decreto sicurezza (che di sicurezza ne sta portando poca, a guardare lo scatenarsi di questi episodi incivili) e all'utilità o meno delle "ronde", purtroppo, hanno costituito il terreno fertile su cui gruppi di fascisti hanno organizzato le loro azioni violente. E' inutile che Alemanno prenda le distanze da quanto accaduto, è inutile che chiami quelle persone imbecilli ed è inutile che dica che certe azioni non avevano matrice politica. Quelle persone avevano svastiche e croci uninate, appartenevano notoriamente a gruppi di estrema destra e vanno chiamate con il loro nome: fascisti, naziskin, skinhead. Non bisogna aver paura di dirlo, bisogna condannarli, questo i politici devono fare se vogliono davvero fermarli. Si parla tanto di sicurezza ma la presenza di questi gruppi di violenti incivili rende la vita ancora più insicura della presenza dei clandestini; eppure, se per gli immigrati si parla di carcere ed espulsione (giustissime), per questi signori che girano armati di spranghe e si divertono a fare a botte, non è previsto nulla. Cronaca di Roma su Repubblica.it>>>
Svolta (a sinistra) della vicenda del Pigneto: quando gli estremi opposti si somigliano...
Per gli aspiranti scrittori, oggi esiste un nuovo modo di pubblicare i libri e farsi conoscere dal pubblico: Il Mio Libro>>>
Per tutti i potenziali lettori, invece, c'è il nuovo romanzo di Claudio Barzini, "Racconto dei clamorosi avvenimenti occorsi ad Hanna Engelmann, giornalista televisiva", ovviamente in ventita su Il Mio Libro>>>
Complimenti Claudio!
